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日志


2008/5/9

EROI

 
Volevo rendere finalmente omaggio a questo pezzo del mitico Kirk che conservo ancora dopo tempo immemorabile.
 
Termopili 480 a.C.
 
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L'alba risplende fulgida sui volti resi pietra dalla fatica, sul bronzo che non le restituisce il sorriso perchè lordo di morte, sulla stretta gola in cui sono erette mura di cadaveri, e scaccia la notte che è stata latrice dell'infame messaggio: tradimento.
Un'altra volta l'oro ha esercitato la sua maligna influenza corrompendo l'anima di un debole, connandandone altre all'eternità.
Centinaia di migliaia contro poche migliaia non era un bilancio ancora sufficente perchè gli dei fossero paghi.
La sconfitta assume i netti contorni della certezza; ma non ad un altro inutile massacro quel giorno è destinato a divenire, ma ad essere dipinto con i colori dell'immortalità ed appeso nelle splendenti sale della memoria imperitura.
La decisione è presa, non già chi resta, ma chi si affretta sulla via della salvezza versa lacrime di rimpianto.
300 rimangono ad innalzare un muro di bronzo e determinazione innanzi al dilagare del nemico innumerabile, per permettere alla libertà di continuare a governare la loro patria.
300 che la volontà ha forgiato rendendoli più implacabili delle lance che impugnano, più solidi del rovere degli scudi.
Ormai il sole ha diradato la foschia, il nemico è già ammassato e pronto a travolgere.
La linea greca avanza compatta, 300 statue di Ares terribili nelle loro armature lorde di sangue.
Ma non gli scudi possenti, nè le lance affilate impressionano il nemico, ma gli occhi.
Celati ditro l'elmo, braci ardenti di coraggio, non tradiscono paura ma rivelano la determinazione, sconosciuta a qualsiasi mercenario, di coloro che combattono per qualcosa che trascende se stessi e si eleva al di là delle loro vite.
Il combattimento infuria e persino gli dei assisi negli alti scranni interrompono i loro banchetti per osservare
una prova di valore quale mai così fulgida fu data.
Uno ad uno caddero, ma ognuno di essi condusse a Caronte decine di anime.
Uno ad uno caddero, e mentre la battaglia volgeva verso l'inevitabile risoluzione, coniarono con il loro scrificio una parola:
EROI!!!
K
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