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...Svegliati...hai tutta l'eternità per dormire...

Giacomo zsf

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E' ricercando l'impossibile che l'uomo ha sempre realizzato il possibile.
Coloro che si sono saggiamente limitati a ciò che appariva loro come
possibile, non sono mai avanzati di un solo passo.
[Michail Bakunin]
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17/07/2008

Narciso e Boccadoro

 
La crepitante erba d'autunno offriva un sedile asciutto e l'occhio dominava tutta l'ampia valle e di là
dal fiume le colline e le montagne, catene dietro catene, fin dove cielo e monti si incontravano in un
gioco di luci azzurrognole e non si distinguevano più. Tutto questo vasto paese, più oltre ancora di
dove l'occhio potesse giungere, egli l'aveva percorso a piedi; tutte queste regioni, che ormai si
perdevano nella lontananza e nel ricordo, erano state un giorno vicine e presenti. In quei boschi egli
aveva dormito cento volte, mangiato mirtilli, patito la fame e il freddo; su quelle creste di montagne e
strisce di landa aveva camminato, pieno e triste, fresco di forze e stanco. In qualche punto di quella
lontananza, oltre l'orizzonte, giacevano le ossa bruciate della buona Lena, altrove continuava forse la
sua marcia vagabonda il compagno Roberto, se non l'aveva colto la peste; in qualche luogo laggiù giaceva l'ucciso Vittore, in qualche altro luogo, lontano e incantato, il convento della sua adolescenza; da una parte sorgeva il castello del cavaliere dalle belle figliole, dall'altra parte correva misera e
inseguita la povera Rebecca, o era perita. Tutti questi luoghi dispersi, lande e boschi, città e
villaggi, castelli e conventi, tutte queste persone, vive o morte che fossero, esistevano dentro di lui,
unite fra loro, nel suo ricordo, nel suo amore, nel suo pentimento, nella sua nostalgia. E se il giorno
dopo la morte avesse colto anche lui, tutto questo si sarebbe di nuovo disperso, dileguato, tutto il suo
libro di figure, così pieno di donne e di amore, di mattini estivi e di notti invernali! Oh, doveva
affrettarsi ancora a fare qualcosa, a creare ed a lasciare dietro di sè qualcosa che gli sopravvivesse.
Di tutta la sua vita, delle sue peregrinazioni, di tutti gli anni trascorsi dal giorno in cui si era
lanciato nel mondo, poco frutto era rimasto. Eran rimaste quelle due o tre figure, da lui foggiate una
volta nell'officina, specialmente l'apostolo Giovanni, e poi quel libro di immagini, quel mondo irreale
che viveva nella sua mente, il mondo bello e doloroso dei ricordi. Sarebbe riuscito a salvare qualcosa
di questo mondo intimo e a tradurlo nell'esterno? O avrebbe continuato sempre ad andare così: sempre
nuove città, nuovi paesi, nuove donne, nuove vicende, nuove immagini, l'una sopra l'altra, di cui non
portava con sè che questa inquieta, traboccante pienezza del cuore, tanto bella quanto tormentosa?
Era una cosa terribile esser burlati così dalla vita, c'era da riderne o da piangerne! O si viveva
lasciando giocare i propri sensi, succhiando perdutamente al petto dell'antica madre Eva, e allora si
gustavano bensì piaceri sublimi, ma nulla si salvava dalla caducità; si era allora come un fungo nel
bosco, oggi rigoglioso e di colori vivaci e domani marcito. Oppure si cercava di difendersi, ci si
chiudeva nell'officina e ci si sforzava di costruire un monumento alla vita fugace: e allora bisognava
rinunciare alla vita, allora non si era più che strumenti, allora si serviva bensì l'immortalità, ma
intanto ci si inaridiva e si perdeva la libertà, la pienezza, la gioia della vita. Così era avvenuto a
maestro Nicola. Ah, eppure tutta questa vita aveva un senso soltanto se l'uno e l'altro scopo si
potevano raggiungere, se non c'era questa scissione provocata da un arido aut aut! Creare, ma non a
prezzo della vita! Vivere, ma senza rinunciare alla nobiltà della creazione! Non era dunque possibile?
Forse c'erano uomini a cui era possibile. Forse c'erano mariti e padri di famiglia che serbando la
fedeltà non perdevano il piacere dei sensi? Forse c'erano sedentari, a cui la mancanza di libertà e di
pericolo non facevano inaridire il cuore? Forse. Egli non ne aveva visti ancora.
09/05/2008

EROI

 
Volevo rendere finalmente omaggio a questo pezzo del mitico Kirk che conservo ancora dopo tempo immemorabile.
 
Termopili 480 a.C.
 
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L'alba risplende fulgida sui volti resi pietra dalla fatica, sul bronzo che non le restituisce il sorriso perchè lordo di morte, sulla stretta gola in cui sono erette mura di cadaveri, e scaccia la notte che è stata latrice dell'infame messaggio: tradimento.
Un'altra volta l'oro ha esercitato la sua maligna influenza corrompendo l'anima di un debole, connandandone altre all'eternità.
Centinaia di migliaia contro poche migliaia non era un bilancio ancora sufficente perchè gli dei fossero paghi.
La sconfitta assume i netti contorni della certezza; ma non ad un altro inutile massacro quel giorno è destinato a divenire, ma ad essere dipinto con i colori dell'immortalità ed appeso nelle splendenti sale della memoria imperitura.
La decisione è presa, non già chi resta, ma chi si affretta sulla via della salvezza versa lacrime di rimpianto.
300 rimangono ad innalzare un muro di bronzo e determinazione innanzi al dilagare del nemico innumerabile, per permettere alla libertà di continuare a governare la loro patria.
300 che la volontà ha forgiato rendendoli più implacabili delle lance che impugnano, più solidi del rovere degli scudi.
Ormai il sole ha diradato la foschia, il nemico è già ammassato e pronto a travolgere.
La linea greca avanza compatta, 300 statue di Ares terribili nelle loro armature lorde di sangue.
Ma non gli scudi possenti, nè le lance affilate impressionano il nemico, ma gli occhi.
Celati ditro l'elmo, braci ardenti di coraggio, non tradiscono paura ma rivelano la determinazione, sconosciuta a qualsiasi mercenario, di coloro che combattono per qualcosa che trascende se stessi e si eleva al di là delle loro vite.
Il combattimento infuria e persino gli dei assisi negli alti scranni interrompono i loro banchetti per osservare
una prova di valore quale mai così fulgida fu data.
Uno ad uno caddero, ma ognuno di essi condusse a Caronte decine di anime.
Uno ad uno caddero, e mentre la battaglia volgeva verso l'inevitabile risoluzione, coniarono con il loro scrificio una parola:
EROI!!!
K
>>
25/01/2008

Molti meriti, molti errori...

 
Da La Repubblica di oggi 25/01/08
 
L'EDITORIALE

Stavolta è finita sul serio. Il "guerriero", come l'ha orgogliosamente ribattezzato Diliberto, si è arreso. Triste destino, quello di Romano Prodi. L'unico leader politico di centrosinistra che riesce a vincere contro Silvio Berlusconi per ben due volte, ma per una ragione o per l'altra non riesce a governare per più di 600 giorni. Il Professore ha combattuto fino all'ultimo, ridando uno straccio di orgoglio e un briciolo di dignità a quel pezzo di coalizione che l'ha sostenuto fino all'ultimo. Ma al Senato, il suo vero Vietnam, nulla ha potuto contro il "fuoco amico" dei proto-comunisti alla Turigliatto, dei soliti trasformisti alla Mastella, degli pseudo liberisti alla Dini.

Romano si è fermato a Ceppaloni. Si compie così il destino di un governo che ha finito per pagare un prezzo di immagine e di credibilità molto più alto dei suoi effettivi demeriti. Il risanamento dei conti pubblici in appena un anno e mezzo è un risultato vero, che già di per sé basterebbe a considerare tutt'altro che inutile la pur breve e rissosa stagione del "prodismo da combattimento".

Certo, Prodi ha commesso molti errori. Se dopo il voto della primavera 2006 avesse accettato l'idea di non aver stravinto una tornata elettorale sostanzialmente pareggiata, e avesse lasciato all'opposizione la presidenza di almeno un ramo del Parlamento, oggi forse racconteremmo un'altra storia. Se avesse saputo mettere in riga giganti e nanetti dell'Unione in conflitto permanente effettivo con la stessa grinta sfoderato in questi ultimi tre giorni di crisi, oggi forse non sarebbe caduto per mano dei suoi stessi alleati.

Se avesse compreso fino in fondo la strumentale irriducibilità della scelta ribaltonista consumata dalle truppe mastellate e dal manipolo diniano, oggi forse ci avrebbe risparmiato lo spettacolo, indecente per gli eletti e umiliante per gli elettori, di un Palazzo Madama trasformato in osteria, tra insulti, sputi e bocce di spumante.

Ma l'uomo è così. Alla fine ha prevalso la linea del "meglio perdere che perdersi". Meglio affrontare la sconfitta a viso aperto, offrendo in pasto al Paese il nome e il cognome dei congiurati che uccidono il governo, e degli sciagurati che hanno reso ingovernabile l'Italia, architettando alla fine della scorsa legislatura una riforma elettorale vergognosa che proprio ieri ha prodotto l'ultimo, insostenibile corto-circuito: la fiducia alla Camera, la sfiducia al Senato. Ora che il ciclo di Prodi è finito, quello che comincia è un'avventura in una terra incognita. È quella che Giulio Tremonti definisce la "crisi perfetta", quella dove nessuno controlla niente, e nessuno capisce come se ne possa uscire.

Sul terreno politico-istituzionale restano solo macerie. Per il Professore un reincarico è impensabile. Per un governo tecnico-istituzionale alla Marini i margini sono strettissimi. Per il centrosinistra non si vedono sbocchi unitari: la Cosa Rossa di Bertinotti e company riconquista l'allegra e irresponsabile adolescenza del non-governo e delle mani libere, il Pd di Veltroni sostiene il costo più alto precipitando nel baratro del governo, e rischiando di veder trasformata la sua legittima "vocazione maggioritaria" in una traversata nel deserto incerta e solitaria.

Per il centrodestra, in mille pezzi solo fino a due settimane fa, quando le mura della Casa delle libertà erano crollate sotto i colpi di piccone della "rivoluzione del predellino" del Cavaliere, si rivede invece un orizzonte unitario. E soprattutto si riapre la strada per Palazzo Chigi. Sarà difficile se non impossibile, perfino per il presidente Napolitano, fermare la "macchina da guerra" berlusconiana, che l'uomo di Arcore vuole lanciata a folle corsa verso il voto anticipato. Con tanti saluti alla crisi dei salari, al tracollo dei mercati, al referendum di Segni e Guzzetta. Sta per cominciare, temiamo, tutto un altro film. Berlusconi Tre. La vendetta. O l'eterno ritorno. Con la stessa legge elettorale, la "porcata" di Calderoli, che ha massacrato il sistema repubblicano. Con un'altra armata Brancaleone, che andrà dal neo-fascista Tilgher al catto-populista Mastella, incrociando l'eversore padano Bossi e forse lo stesso "traditore" toscano Dini. Con l'ennesima accozzaglia di mezzi partitoni e di micro-partitini che, per garantirsi la sopravvivenza, non esitano a tenere in ostaggio un'intera nazione. Povera Italia. Meritava di più.

di MASSIMO GIANNINI

16/01/2008

Nuovo dizionario della lingua italiana

 
ABBECEDARIO - Espressione di sollievo di chi si è accorto che c'è anche Dario
ADDENDO - Urlo della folla quando a Nairobi stai per pestare una merda
ALUNNO - Esclamazione sfuggita a Papa Leone all'apparire di Attila
APPENDICITE - Attaccapanni per scimmie
ASSILLO - Scuola materna sarda
AUTOCLAVE - Armi automatiche dell'età della pietra
BALESTRA - Sala ginnica per gente di colore
CALABRONE - Grosso abitante di Cosenza
CERVINO - Domanda dei clienti all'oste romano
CIAMBELLANO - Colei che ha il piu bel buco di culo del reame
CONCLAVE - Riunione di cardinali violenti e trogloditi
COREOGRAFO - Studioso delle mappe della Corea
DISSENTERIA - Attitudine a dir sempre di no
DOPING - Pratica anglosassone del rimandare a piu tardi
ECCEDENTE - Frase di un dentista latino dopo un'estrazione
EQUIDISTANTI - Cavalli in lontananza
EQUINOZIO - Cavallo che non lavora
FAHRENHEIT - Tirare tardi la sera
LATITANTI - Poligoni con moltissime facce
MARRON GLACES - Testicoli sotto zero
MELODIA - Preghiera di una vergine
MESSA IN PIEGA - Funzione religiosa eseguita da un prete in curva
PARTITI - Movimenti politici che nonostante il nome sono ancora qui
PIUMONE - Richieste di sporcaccioni veneti mai sazi di sesso
RAZZISMO - Scienza che studia i propulsori a reazione
REDUCE - Sovrano con tendenze di estrema destra
SALAME - Tipo di figura che il maiale non vorrebbe mai fare
SCIMUNITO - Attrezzato per gli sport invernali
STRAFOTTENTE - Dicesi di persona di grandi qualità amatorie
ZONA DISCO - Parcheggio per gli UFO
 
21/12/2007

...un minuto, un anno...

 
Tempo di vacanze, di pulizie, di auguri. Di ricordi.
Due calendari affiancati sulla mia scrivania... ne rimarrà soltanto uno.
L'altro finirà nel cassetto delle pagine scritte, altre 365.
Ma il passaggio di consegne è sempre un rito... ancora un minuto, per ripercorrere l'anno che volge al termine.
Torno così a gennaio 2007, iniziato in maniera insolita e divertente, con pochi amici... via via scorrono i giorni , le settimane...
Le cose che si sono avverate, che sono accadute veramente, sono segnate a penna. I progetti, appuntamenti, viaggi, saltati o non realizzati sono ancora in lapis. Guardo le note, gli impegni, le strade che un tempo dovevano delinearsi, piene di speranze, di aspettative; rivedo quelli che sono stati i punti di partenza, le svolte, le attese, e mi piace ripensare adesso a dove mi hanno portato, alle sensazioni ed esperienze che mi hanno fatto vivere.
Sorrido guardando quei nomi che non volevano dire niente, e adesso riempiono gran parte dei miei pensieri, che sono diventati parte della mia quotidianità... 30 gennaio - nuvole ore 20, 10 marzo - esame patente A, era un sabato mattina di sole. 28 marzo - compleanno Luisa, 6 aprile - primo giro in moto. E poi giugno, luglio, mesi intensissimi... torno a maggio... mancano note riguardo al mio compleanno; non ci crede nessuno che non me lo ricordo mai... come ho festeggiato? Sì! Pizzeria Verdeazzurra.
Torno a scorrere le pagine... concerto di Renato Zero, Londra, Riotorto, Casentino, Concerto di Morricone, Val di Merse, Baratti, Fiume Farma, Dolomiti... Agosto, matrimonio di Antonio e Agnese (bellissimo foto e karaoke!), Sicilia, Roma.
Finisce l'estate e con essa il periodo più intenso dell'anno... odio il freddo, il buio e l'inverno, mi toglie la voglia di fare, di uscire... me ne starei sempre a dormire al calduccio per svegliarmi in primavera! ...settembre, ottobre, feste di bambini, kung fu..e poi novembre, dicembre, Monaco, ancora feste; adesso i ricordi sono più vividi, recenti, alcune cose sono ancora scritte a lapis: Roma, Milano, Perugia, Saturnia.
Leggo le ultime cose scritte a penna: 15 dicembre - festa di laurea di Sabrina, 16 dicembre - compleanno mamma.
Sorrido.
Buon 2008
 
Ciao! Se queste pagine riusciranno a sfiorarti il cuore spero di leggere un tuo commento!
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erikawrote:
Ciao G,ho osservato con attenzione tutte le tue foto del Mexico...sono semplicemente meravigliose!Con i tuoi scatti riesci sempre a far partecipare e emozionare lo spettatore!
19 Jan.
Holly Hobbiewrote:
Davvero delle belle foto ^_^
8 Sept.
No namewrote:
ciao ragazzi, siamo andrea e gilda, la coppia di arezzo che avete incrociato all' international hostel di Vilnius (remember!!!!!). abbiamo appena visto la fotostory della vostra vacanza, complimenti veramente al fotografo soprattutto per il colpo d'occhio su alcuni fotogrammi, molto suggestivi. un salutone a tutta la banda.
2 Sept.
Giorgiowrote:
Grandi foto, grandi emozioni, grandi ricordi... Il maestro non si supera!!!
1 Sept.
La Gattawrote:
grazie per i complimenti!
 
in effetti mi piace fotografare, portarmi dietro (ci provo) un po' delle emozioni che provo, dei colori che vedo...è un modo per raccontare delle storie...
Sorriso
 
a presto!
4 July
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